MISSION

Si aggirano per le vie guardando nell’anima delle cose, scorgendo i pensieri e le emozioni di chi le ha realizzate.

Potete incontrarli nei musei, nei bar, nelle biblioteche, alle mostre d’arte, ai concerti o nei locali notturni, alla ricerca di paradisi perduti in cui la storia degli uomini si fonde con il presente e crea il futuro.

Possiedono strumenti che amplificano i comportamenti della gente, aumentano il volume delle parole sussurrate agli oggetti di uso comune e restituiscono valore alle cose.

Toccano con mano il passato, plasmano la storia e ne estraggono le forme senza tempo.

Sanno che ogni uomo sente il bisogno di tramandare se stesso e crea connessioni tra l’ambiente e gli oggetti.

Colgono l’essenza delle circostanze e degli oggetti, ne esaminano gli aspetti intellettuali e artistici riportandoli alla loro dimensione storica e pratica.

Negli stili dei tempi sentono l’energia dei popoli che genera il valore artistico degli oggetti.

I secoli lavorano per loro, niente sacrifici per obiettivi lontani, solo oggetti che procurano un piacere sensoriale immediato e pervasivo.

Si rivolgono, gentili, a tutti gli adoratori delle cose prossime, li seducono con l’arte sublime nascosta negli oggetti di uso comune: niente più omologazione e nullità per chi segue i cacciatori di Forme dal Passato.

Sono enigmisti, eruditi, catalogatori, antiquari, appagati dalla loro curiosità per il bello.

Sono i narratori dei miti raccontati dalle cose della vita, i poeti degli artigiani e della gente del popolo.

Odono le consonanze fra i manufatti e grazie ad esse i rapporti umani fra vecchi artigiani e giovani alla moda.

Riattivano la circolazione nelle vene dei luoghi e delle cose, pompando in esse il vigore e la forza delle nuove
tendenze.

Resuscitano il passato prestandogli sangue nuovo per fargli vivere innumerevoli altre esistenze.

Le loro ricerche sono limitate, ma senza confini prestabiliti e generano movimenti culturali irrefrenabili.

Colgono l’essenza di un fenomeno nelle sue infinite rappresentazioni possibili, la perfezionano e la raffinano per avvicinarla al sentire comune.

Per loro nessun evento è veramente concluso nel passato, ma sempre attivo nel futuro, si destreggiano fra oggetti e forme figurative richiamandole alla vita per produrre nuovi stili.

Sono consulenti con conoscenze strambe e varie, entusiasti ed eccentrici scienziati delle mode del passato e del presente.

Indagano con mente sgombra da inutili orpelli e preconcetti, senza perdere di vista gli avvenimenti importanti, tesi nello sforzo di estrarre il meglio da ogni foto, disegno, persona, oggetto e suono che si avvicina ai loro sensi.

Si lasciano guidare dalle cose fuori dal comune, che segnano la strada per comprendere la normalità del mondo e così è facile per loro afferrare le mode di successo.

Tengono in alta considerazione i dettagli, le cose piccole, brutte, rotte o scartate, gradini sicuri di una scala che conduce a un tesoro di oggetti usati dalle masse di uomini.

Riconducono alla regola le sregolatezze e sconvolgono il sentire più comune liberandolo dal conformismo.

Sanno che non vi è nulla di nuovo sotto il sole, ma padroneggiano i casi della storia, a loro tutto è familiare,
per questo conoscono ciò che diverrà di nuovo popolare.

Come si riconosce un volto familiare in mezzo a migliaia di persone, essi sono amici intimi delle mode del passato e in mezzo a tante, riconoscono quelle che diverranno icone grazie a loro.

Dalla matassa delle cose comuni isolano i fili colorati e li tessono in nuove trame di successo.

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