venerdì 13 febbraio 2015

LE FONTANE STORICHE DI LORETO



Centro di culto mariano e antica via di  pellegrinaggio, il Santuario di Loreto è il cuore pulsante della città. Si parte dalla bellissima Piazza della Madonna, con la sua Basilica, il loggiato e il Palazzo Apostolico, ai quali si può accadere da corso Boccalini, dopo aver parcheggiato l’auto fuori dalle mura castellane. Una scenografica fontana che ne è al centro ne arricchisce la cornice. 
 

Fontana in piazza della Madonna 

La Fontana in Piazza della Madonna fu realizzata dagli architetti Giovanni Fontana e Carlo Maderno tra il 1614 e il 1620 con la posa delle statue bronzee degli scultori recanatesi Tarquinio e Pietro Paolo Iacometti. Posizionata su una struttura ottagonale rialzata, è stata costruita in broccatello rosso di Verona e in marmo bianco di Carrara. La fontana, di stile barocco, presenta tre vasche in marmo travertino sovrapposte, decorate da putti, tritoni, aquile e quattro draghi bronzei, i quali protraendosi verso l’esterno, seguono le diagonali della pianta centrale e della piazza. Il basamento di travertino è costituito da due serie di tre gradini, che incorniciano la vasca maggiore e ne assecondano la forma ottagonale. Ricca di significati allegorici dal drago (la forza), il delfino (la Resurrezione), la numerazione (l’ottagono rimanda al numero simbolico 8), l’acqua, che zampilla al centro, è raccolta in una vasca circolare, che prosegue in un’altra sottostante, più larga e concentrica, ornata da quattro mascheroni.

In origine una grata metallica, decorata con 16 pomi in bronzo e un gradinata, delimitava la fontana. Oggi la recinzione è stata eliminata definitivamente.  

La città di Loreto vanta infatti una serie di fonti storiche attestate a partire dal XIV per rispondere alla sempre maggiore domanda di acqua, sia della popolazione residente e sia dei devoti che si recavano al Santuario.  Situate nelle principali via d‘acceso, le fonti erano esterne alla città: Fonte delle Bellezze, Fonte della Buffalareccia, Fonte del Carpine e Fonte della Costa d’Ancona.


Fontana delle Bellezze
Nel tratto di strada che conduce da Villa Musone a Loreto è visibile la fonte detta delle Bellezze. Situata a nord del Santuario Mariano, era la prima fontana che incontravano i pellegrini, quale punto di ristoro e di riposo per coloro che provenivano da Castelfidardo o da Ancona. Ricordata anche negli Annali dal conte Monaldo Leopardi, l’opera realizzata in mattoni con vasca in pietra, presenta un fronte di forma rettangolare, sormontata da un arco a tutto sesto a modo di timpano, che nasconde una cisterna a forma di cupola. Bassorilievi floreali decorano la vasca e al centro della muratura si apre una cannella da cui zampilla l’acqua. Dopo un intervento di restauro conservativo, la fonte è tornata alla sua originaria funzionalità nel 2011.
 

Fontana Buffalareccia

La Fonte della Buffalareccia, chiamata in origine “dei Canneti della Valle”, era adibita alla sosta dei bufali che, dal porto di Recanati, trasportavano i materiali per la fabbrica del Santuario. Costruita nel 1564, probabilmente su disegno di Giovanni Boccalini, la fontana presenta un corpo centrale di pianta ottagonale, con ai lati tre absidi che contengono vasche e cannelle. All’esterno, le vasche circondano il piazzale con un pavimento di pietra da fiume, riquadrate da mattoni a faccia vista. L’insieme delle vasche e del piazzale rappresentava l’abbeveratoio dei “bufali”.  La fonte ha subito recentemente un restauro,  permettendole di ritornare al suo antico splendore.
 

Fontana del Carpine

La costruzione della Fonte del Carpine (Carpinus betulus termine che in latino indicava l’albero della famiglia delle Betullacee, una pianta tipica delle colline attorno a Loreto), attribuita a Giovanni Boccalini, conserva ancora oggi una forma rettangolare con una vasca posteriore scoperta, un lavatoio mediano voltato a botte e un bacino anteriore su pianta quadrata coperto da due volte a botte concentriche. Il fornice principale che sovrasta e copre le bocchette, posto su prospetto frontale, è provvisto di due sedute laterali e di tre fondi di botticelle di pietra da cui escono le cannelle. L’opera è in mattoni a faccia vista, con copertura cementizia relativamente recente. Sopra l'arco principale si trova la raffigurazione della Santa Casa di Nazareth. All'interno del fornice, sopra l'arco più piccolo, spicca un secondo stemma probabilmente del Cardinale Governatore, Giulio della Rovere.  Si narra che presso la fonte si fermavano le confraternite di pellegrini per recitare preghiere e mangiare prima di riprendere il cammino. I viandanti riempivano le borracce alla “graziosa fontana che sorgeva di fronte alla bella strada montana che porta a Recanati”. Anche balli e canti venivamo intonati attorno alla fonte dai viaggiatori per divertire la popolazione locale.


Fontana della Costa d'Ancona
Altra fontana fuori le mura di Loreto è la Fonte della Costa d’Ancona, che deve il nome alla sua ubicazione, la via della Costa d'Ancona, la quale anticamente costituiva il tratto terminale della strada che congiungeva Ancona a Loreto. Il monumento, probabile opera di Giovanni Boccalini, è stato edificato nel 1573.    

L’espansione urbanistica e l’affluenza crescente di tanti pellegrini indussero Papa Paolo V a commissionare per Loreto un grande acquedotto. Il progetto affidato nel 1606 a due architetti, Giovanni Fontana  e Carlo Maderno, permise un maggiore approvvigionamento idrico alla città. Due fontane si alimentarono dall’acquedotto, la Fontana di Piazza della Madonna e la Fontana dei Galli, in piazza Giacomo Leopardi.
 
 
Fontana dei Galli

La fontana dei Galli, dalle forme decorative e celebrative, presenta un pianta centrale con statue e vasche a pianta quadrifogliata di fattura barocca. Costruita tra il 1614 e il 1616 è detta dei galli per via delle figure di gallo che, decorando la fontana, gettano acqua. Il gallo era inoltre il simbolo del Cardinale Antonio Maria Gallo, che la fece costruire, commissionando la lavorazione dei bronzi ai fratelli Pietro Paolo e Tarquinio Jacometti. La fontana di recente è stata oggetto di restauro conservativo, consentendone il consolidamento e la pulitura delle superficie decorative bronzee.
 
Fontana del Pozzo
Infine vi si può visitare la più recente delle fonti di Loreto, la Fontana del Pozzo, edificata nel XVIII secolo. Costituita da un’unica vasca, la base è formata da quattro gradini in laterizio con pietre d’Istria angolari. Sopra il muro che sostiene la vasca è posto un timpano con arco cieco a tutto sesto. Tra il timpano e la vasca c’è una lapide,  che riporta la scritta, a d indicare il restauro che ha subito la fontana grazie al Cardinale Luigi Gazzoli: LOUSIVS GAZZOLI GVBERNAI FONTEM ET VIAM PUBLICA COMMODITATI PERAMANTER RESTITUIT ANNO MDCCLXXXIX.

Meta di fedeli e pellegrini, nate come fonti spontanee, costruite poi con murature, vasche e cannelle, decorate con  bronzi e stemmi, le fontane di Loreto hanno rappresentato e rappresentano una testimonianza significativa dello sviluppo urbano e spirituale città.

 

Silvia Papa