giovedì 6 novembre 2014

IL ROMANICO NELLE CHIESE

Il rinnovamento delle forme artistiche tra l’XI e XII secolo investe principalmente l’architettura e la scultura. Per definire la nuova civiltà figurativa si usa il termine “romanico”, introdotto nella storiografia fin dalla prima metà dell’Ottocento da archeologi medievali francesi, art roman. In tal modo si evoca per analogia il contemporaneo processo di sviluppo delle lingue e delle letterature romanze, dalla comune radice del latino ed anche la matrice dell’arte“romana” monumentale che caratterizza diversi aspetti del nuovo stile. In particolare si fa riferimento al legame con la sculture e l'architettura romana, dalla quale sono ripresi alcuni elementi strutturali, quali l'arco, la colonna, il pilastro e la volta.
Dopo secoli di utilizzo delle Basiliche, come luogo di culto, i cristiani modificano la struttura delle chiese. In un’età di ringraziamento a Dio, dopo i terrori dell’anno mille, delle molteplici invasioni barbariche e delle paure da fine del mondo, la chiesa rappresenta, sorgendo nel centro della città, il cuore della vita della comunità, dove si svolgono le più importati cerimonie religiose e civili.
 
Tipico monumento dell’arte romanica, la chiesa diviene un edificio imponente, ma semplice. Pianta a croce latina, l’esterno, di mattoni, pietra o marmo, (spesso colonne, capitelli e architravi di recupero da monumenti romani andati distrutti), presenta una facciata a capanna, strette finestre, bifore o monofore, con uno o più ingressi, abbelliti da sculture, con l’aggiunta di rosoni o gallerie. Arco a tutto sesto, volta a botte e a crociera ne identificano i caratteri peculiari. L’interno molto spazioso è costruito su tre livelli. Il primo riservato ai fedeli, il secondo con il presbiterio per i sacerdoti e il terzo, solitamente costituito dalla cripta, conserva le reliquie di un Santo. Gli ornamenti interni, affreschi, mosaici o sculture hanno una funzione ben precisa: insegnare la Bibbia, secondo il concetto di Biblia pauperum, a tutti i fedeli, anche a coloro che non sono capaci di leggere. Le immagini, che aiutano infatti a ricordare gli episodi delle sacre scritture, rappresentano figure realistiche, ispirate al mondo della natura. A seconda dei temi, i soggetti sono poi raffigurati nella varie parti della chiesa, ad esempio l’immagine del Cristo viene collocata nel catino dell’abside centrale, mentre la Vergine in quelle laterali. Nella parte occidentale è rappresentato invece il Giudizio universale. 
 
Il romanico ha goduto di una rapida e vastissima diffusione. Nelle varie regioni italiane si caratterizza in maniera diversa date le differenti condizioni economiche e politiche e soprattutto data la disponibilità di materiali da costruzione. Nei cantieri architettonici, organizzati gerarchicamente intorno alla figura dell’architetto che disegna, progetta e dirige, vi sono le maestranze, divise in due categorie: operaii e artifices. I primi sono impiegati nelle mansioni più semplici, mentre i secondi, dotati di capacità tecniche specifiche, sono addetti al taglio del pietre, alla messa in opera dei mattoni o alla lavorazione dei metalli. Accanto al cantiere architettonico, si trovava anche quello degli scultori, dediti sia alla realizzazione dei decori che alle lavorazioni dei materiali.
Fenomeno artistico internazionale, la chiesa romanica dall’aspetto solido e stabile, offriva sicurezza, raggruppando unità di concetti e valori. Enciclopedie popolari in pietra, rivestite da sculture e pitture che narravano in immagini i racconti biblici e la somma delle cognizioni e delle credenze del tempo, le chiese costruite per voler dei suoi abitanti, erano la casa comune di tutti i fedeli.
Silvia Papa

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