sabato 4 ottobre 2014

I GIOIELLI DEL PASSATO

A partire dall'VIII secolo a.C. i Greci iniziarono a fondare una serie di colonie lungo le coste ioniche dell'Italia meridionale. Taranto,  Metaponto, Sibari, Crotone, Locri, Velia e Terina furono fra i principali centri di questa grande area colonizzata denominata Magna Grecia.

La filosofia, la letteratura e l'arte del mondo greco influenzarono in maniera evidente le attività artistiche e culturali di queste colonie, che diedero vita ad espressioni raffinate. In un clima culturale così vivace l'oreficeria trova la sua massima espressione e una grande diffusione. Le materie prime (oro, pietre dure ed ambra in particolar modo) erano fornite dai fiorenti traffici del Mediterraneo e la produzione dei gioielli era garantita dalla grande abilità degli artigiani locali.


Collana di pasta vitrea VI secolo a.C.

Il periodo di massimo splendore è quello compreso tra la fine del IV e il II secolo a.C. Il principale centro di produzione e diffusione fu Taranto che, come testimoniano le fonti letterarie, era un vivacissimo centro artistico e culturale. I principali prodotti dell'oreficeria tarantina provengono dalle necropoli di Taranto e dai centri indigeni inseriti nella sua sfera commerciale, ma anche dalle aree della Campania, dell'Etruria e del Piceno.

Tra gli oggetti prodotti un ruolo preponderante hanno le collane, gli orecchini, i bracciali e gli anelli, ma anche i diademi e le corone in rapporto al ruolo che questi oggetti hanno nel culto dei morti e nel costume funerario. L'arrivo della dominazione romana segna un brusco tracollo per l'oreficeria, segno di una decadenza economica e politica di tutte le colonie magnogreche.

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